Fatturazione elettronica 2019 – incontro di approfondimento – 11 ottobre 2018STOP ALLE RETRIBUZIONI IN CONTANTIComunicazione: chiusura per le festivitàCedolare secca su i redditi di locazioneIl “Reverse Charge” per telefoni cellulari e dispositivi a circuito integrato150° anniversario Unità d’ItaliaChiarimenti relativi alle compensazioni in presenza di ruoli non pagatiVersamenti bilateralità artigianaElenchi Black ListLimitazione alle compensazioni in presenza di ruoli non pagati

Con la legge di bilancio 2018 è stato generalizzato l’obbligo della Fattura Elettronica a partire dal 1 gennaio 2019 per tutte le cessioni di benie le prestazioni di servizi.
Si tratta di un cambiamento di enorme portata che andrà a trasformare la realtà quotidiana all’interno delle strutture aziendali di ogni tipo.
Per questo stiamo organizzando per il giorno 11 ottobre 2018 un incontro al fine di illustrare le criticità e le necessarie soluzioni pratico/operative per guidare con successo la riorganizzazione delle vostre aziende.

Programma

L’obbligo della Fatturazione Elettronica tra privati e verso i consumatori finali dal 1 gennaio 2019

  • Soggetti interessati e soggetti esclusi dall’obbligo della Fatturazione Elettronica.
  • Il processo operativo mediante il servizio di Interscambio
  • Dalla contabilità analogica alla contabilità digitale

Casi pratici: Strumenti per l’applicazione della Fatturazione Elettronica in azienda.

  • Il gestionale per l’emissione della fattura elettronica in azienda.

 

Al conclusione lavori sarà un piacere fare assieme un brindisi con piccolo buffet

11 ottore 2018 | Ore 10.00 – 12.00
presso il Ristorante La Cacciatora – Mezzocorona

 

A decorrere dal 1° luglio 2018 i datori di lavori o committenti devono corrispondere retribuzioni e compensi attraverso:
• Bonifico bancario;
• Strumenti elettronici di pagamento;
• Pagamenti in contanti presso sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia un conto corrente di tesoreria;
• Assegno consegnato al lavoratore o ad un suo delegato (coniuge, convivente, familiare di età superiore a 16 anni)

Tale obbligo è previsto per le retribuzioni ordinarie, le mensilità supplementari, i superminimi , i versamenti a titolo di acconto ed ogni altro importo avente natura retributiva.
Gli anticipi di cassa per fondo spese, rimborsi spese ed altre somme corrisposte, diverse da quelle contrattuali, non rientrano nell’obbligo in esame.

Sono soggetti all’applicazione:
• Rapporti di lavoro subordinato
• Contratti stipulati tra cooperative e propri soci
• Contratti di collaborazione coordinata continuativa

Non sono soggetti all’applicazione:
• Rapporti instaurati con pubbliche amministrazioni
• Lavoro domestico
• Compensi derivanti da borse di studio, rapporti autonomi occasionali e tirocini

In caso di mancato rispetto dell’obbligo in esame avviene l’applicazione di una sanzione da .1000€ a 5.000€.

Il divieto si ritiene violato nel caso in cui:
• Non vengano utilizzate le modalità di pagamento previste
• Il versamento non sia andato a buon fine cioè non sia stato realmente effettuato (es. bonifico revocato, assegno annullato)

Avvisiamo i nostri clienti che l’ufficio rimarrà
chiuso per le festività

dalle ore 12.30 del 22 dicembre
fino al 1° gennaio 2018
Auguriamo a tutti voi buone feste

A decorrere dal 2011 è stata introdotta la “cedolare secca” applicabile ai redditi di locazione immobiliare sugli immobili abitativi.

 

SOGGETTI

INTERESSATI

Persone fisiche in possesso di redditi immobiliari.

Non sono interessate alla disciplina in esame le locazioni immobiliari (ad

uso abitativo) effettuate nell’esercizio d’impresa / arti e professioni o da enti non commerciali.

OPZIONE L’applicazione della “cedolare secca” richiede una specifica opzione da

parte del soggetto interessato.

Uno specifico Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate

stabilirà le modalità di esercizio dell’opzione.

È richiesta, altresì, una comunicazione preventiva all’inquilino, con lettera raccomandata, a pena di inefficacia dell’opzione stessa.

TIPOLOGIA

REDDITO

Reddito fondiario da locazione di immobili ad uso abitativo

e relative pertinenze locate congiuntamente.

La “cedolare secca” è applicabile anche ai contratti non soggetti a

registrazione obbligatoria (contratti di locazione di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno).

BASE IMPONIBILE Canone di locazione (100%) stabilito dalle parti.

Il reddito derivante dalle locazioni di immobili ad uso abitativo non può,

comunque, essere inferiore alla rendita catastale determinata ai sensi

dell’art. 37, comma 1, TUIR.

MISURA DELLA

CEDOLARE

21%

19%, in relazione ai contratti c.d. “concordati” ex artt. 2, comma 3 e 8, Legge n. 431/98.

IMPOSTE

“SOSTITUITE”

IRPEF

addizionali IRPEF (regionale e comunale)

imposta di registro (anche nella risoluzione e proroga del contratto)

imposta di bollo (anche nella risoluzione e proroga del contratto)

Permane l’obbligo di registrazione del contratto, che assorbe

anche la comunicazione alla P.S..

AGGIORNAMENTO

CANONE DI

LOCAZIONE

In caso di esercizio dell’opzione, per la durata della stessa, è

sospesa, in via inderogabile, la possibilità di chiedere

l’aggiornamento del canone di locazione.

TERMINE DI

VERSAMENTO

Entro il termine di versamento dell’IRPEF.

L’opzione non ha effetto se di essa il locatore non ha dato preventiva comunicazione al conduttore con lettera raccomandata, con la quale rinuncia ad esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo. Le disposizioni di cui al presente comma sono inderogabili”.

In linea di massima per un reddito complessivo modesto (fino a € 15.000) il contribuente non ha convenienza ad esercitare l’opzione per la “cedolare secca”. Per un reddito complessivo (fino a € 28.000) si riscontra un livello di “indifferenza”, essendo la tassazione ordinaria quasi uguale a quella derivante dall’applicazione della “cedolare secca”.

In presenza di un reddito complessivo superiore il beneficio della “cedolare secca” è più “sensibile”.

È importante sottolineare che la “cedolare secca” va applicata sul 100% del canone di locazione stabilito dalle parti, mentre nella tassazione ordinaria è prevista la riduzione forfetaria della base imponibile del 15% (più l’ulteriore riduzione del 30% per i contratti “concordati”).

Dall’1.4.2011, decorre l’obbligo di applicazione del “reverse charge” alle cessioni,che si verificano in tutte le fasi di commercializzazione precedenti la vendita al dettaglio, di telefoni cellulari e di componenti di personal computer.

Con la Decisione di esecuzione del Consiglio UE 22.11.2010, n. 2010/710/UE, pubblicata sulla G.U.U.E. 25.11.2010, n. L 309/5, l’Italia è stata autorizzata ad applicare il “reverse charge” alle cessioni di:

“a) telefoni cellulari, concepiti come dispositivi fabbricati o adattati per essere connessi a una

rete munita di licenza e funzionanti a frequenze specifiche, con o senza altro utilizzo;

b) dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di elaborazione, processori e dispositivi di controllori (controllers), anche combinati con memorie, convertitori, circuiti logici,  amplificatori, orologi, circuiti di sincronizzazione o altri circuiti;

prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale”.

l’applicazione del “reverse charge” comporta che:

1.il cedente emette una fattura senza indicazione dell’IVA, specificando espressamente che “trattasi di cessione soggetta a reverse charge ex art. 17, comma 6, DPR n. 633/72 con applicazione dell’IVA a carico del destinatario della fattura”;

2. l’acquirente soggetto passivo IVA è il debitore dell’imposta e per l’assolvimento della stessa deve integrare la fattura ricevuta con aliquota ed imposta e annotare la stessa nel registro degli acquisti e in quello delle fatture emesse/corrispettivi

17/03/2011 

LE NOVITA’ INTRODOTTE PER TALE RICORRENZA

Con il Decreto Legge n. 5 del 22 febbraio 2011 è stata introdotta, solo per l’anno 2011, la festività per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che ai commi 1 e 2 dispone:

“1. Limitatamente all’anno 2011, il giorno 17 marzo  e’  considerato giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della  legge  27  maggio 1949, n. 260.

2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da  quanto  disposto  nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e  gli  istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa  del  4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa  nazionale  per  il  150°  anniversario  dell’Unita’   d’Italia proclamata per il 17 marzo 2011….”

Sintetizzando, da tale norma si desume che:

–     l’istituzione del 17 marzo quale festa nazionale riguarda solo l’anno 2011;

–     tale giornata andrà considerata festiva per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che privato;

–     per il 17 marzo verrà garantita la retribuzione come per qualsiasi altra festività e non verrà corrisposta alcuna retribuzione aggiuntiva per il giorno 04 novembre, che veniva retribuito come “festività non goduta” la prima domenica di novembre;

–     per i lavoratori che svolgeranno la loro prestazione il 17 marzo verrà riconosciuto il trattamento retributivo previsto per il lavoro festivo.

L’art.31 del Dl 78/2010 ha introdotto con il 01 gennaio 2011, il divieto di  compensare in F24   crediti di imposte erariali (Irpef,Iva,Ires) in presenza di imposte erariali iscritte a ruolo e non pagate per un ammontare complessivo superiore  di euro 1.500,00 (tale limite è da considerare per il totale degli importi a ruolo, anche se le singole cartelle non superano tale importo) per le quali sia scaduto il termine di pagamento (oltre i 60 giorni dalla notifica). La possibilità di compensazione è preclusa anche per le cartelle già notificate nel 2010 e, comunque , per tutte quelle il cui termine di pagamento sia già scaduto anteriormente al primo gennaio 2011.

Con la Circolare 4/E del 15.02.2011 l’Agenzia delle Entrate fornisce dei chiarimenti quali:

– per effetto dell’entrata in vigore del predetto Decreto 10.2.2011, al contribuente non è più consentito effettuare alcuna compensazione se non assolve, preventivamente, l’intero debito per il quale è scaduto il termine di pagamento. Di conseguenza, anche in presenza di un credito di consistente ammontare, lo stesso non può essere utilizzato in compensazione nel mod. F24 fino all’intervenuto pagamento delle somme iscritte a ruolo, se di importo superiore a € 1.500.

Soltanto dopo l’estinzione integrale dei debiti erariali iscritti a ruolo scaduti il contribuente è “libero” di utilizzare in compensazione i crediti erariali disponibili.

Pertanto, i contribuenti non possono più limitarsi a mantenere una “riserva” di crediti a copertura degli importi tributari iscritti a ruolo scaduti di importo superiore a € 1.500 ma devono necessariamente estinguere tali debiti prima di utilizzare nel mod. F24 i crediti d’imposta a disposizione.

– ai fini dell’estinzione dei debiti erariali iscritti a ruolo è consentito l’utilizzo in compensazione di crediti riferiti ad imposte erariali. Al fine di “liberare” i crediti disponibili per l’utilizzo degli stessi in compensazione, il pagamento delle imposte erariali iscritte a ruolo, secondo quanto previsto dal   Decreto 10.2.2011, può essere effettuato anche utilizzando in compensazione, usando esclusivamente il mod. F24 Accise, i crediti relativi ad imposte erariali. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione nr.18 del 21.02.2011, ha messo a disposizione il codice tributo RUOL per effettuare la compensazione delle somme iscritte a ruolo per debiti erariali.

VERSAMENTI BILATERALITA’ ARTIGIANA 2011

Dal 1° GENNAIO 2011 tutte le aziende artigiane con dipendenti dei settori contrattuali interessati devono versare, tramite modello F24, la quota relativa alla bilateralità artigiana.

 

TABELLA DEGLI IMPORTI DELLE MODALITA’ DI CONTRIBUZIONE

 AD EBAT PER L’ANNO 2011

VERSAMENTI

IMPORTO

SCADENZA

MEZZO DI VERSAMENTO

Quota contrattuale di

adesione al sistema

della bilateralità

€ 10,42 per ciascun

dipendente a tempo pieno

Mensile

F24 codice tributo EBNA

Quota contrattuale di

adesione al sistema

della bilateralità

€ 5,21 per ciascun

dipendente con meno di

20 ore settimanali

Mensile

F24 codice tributo EBNA

Il contributo per la nuova bilateralità deve essere versato per ogni lavoratore dipendente, compresi i contratti a tempo determinato, agli apprendisti e i lavoratori in prova.

Rientrano tra i dipendenti in forza nel mese anche gli assunti e coloro che interrompono il rapporto di lavoro nel corso dello stesso mese.

 

IN CASO DI NON ISCRIZIONE AL FONDO

Sottolineiamo che in assenza di adesione l’azienda è tenuta ad erogare ai lavoratori in forza un importo forfettario, denominato Elemento Aggiuntivo della Retribuzione (E.A.R.), pari a 25 € lordi  mensili per tredici mensilità.

Elenco dei Contratti Nazionali dell’Artigianato per cui decorre l’obbligo di versamento alla bilateralità:

  • Acconciatura, estetica, tricologia non curativa, tatuaggio e piercing;
  • Alimentari e panificazione;
  • Area Comunicazione;
  • Ceramica, terracotta, gres e decorazione piastrelle – aziende;
  • Chimica, gomma, plastica e vetro;
  • Escavazione, marmo e lapidei;
  • Legno, arredamento e mobili;
  • Metalmeccanica ed installazione di impianti;
  • Occhialeria;
  • Odontotecnico;
  • Orafi, argentieri ed affini;
  • Pulitintolavanderie;
  • Pulizia artigianato;
  • Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero.

Sono escluse le imprese appartenenti al settore contrattuale edilizia e affini (con versamento alla cassa edile).

ELENCHI BLACK LIST

L’art.1, D.L. 25 marzo 2010, n.40, conv.con modif.con L.22 maggio 2010.n.73 ha introdotto un nuovo obbligo fiscale di comunicazione telematica finalizzata al controllo delle operazioni intercorse tra imprese e professionisti italiani e contribuenti domiciliati nei cd. paradisi fiscali.

In particolare, secondo quanto previsto dall’art. 1, commi 1, 2 e 3 del citato Decreto, i soggetti

passivi IVA italiani hanno l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate gli acquisti /

cessioni di beni nonché le prestazioni di servizi rese e ricevute, registrate o soggette a

registrazione, nei confronti di operatori economici con sede, residenza o domicilio nei Paesi a

fiscalità privilegiata, c.d. “black list”, individuati dai DDMM 4.5.99 e 21.11.2001.

PERIODICITÀ DI PRESENTAZIONE

In merito alla periodicità di presentazione della comunicazione in esame l’art. 2, DM 30.3.2010

prevede regole pressoché analoghe a quelle disposte con riguardo ai modd. Intra.

Infatti, la periodicità di presentazione di ciascuna comunicazione è così individuata:

TRIMESTRALE Soggetti che negli ultimi 4 trimestri e per ciascuna categoria di operazioni

(beni o servizi) non hanno superato il limite trimestrale di € 50.000.

MENSILE Soggetti che non si trovano nelle predette condizioni.

INIZIO ATTIVITÀ DA MENO DI 4 TRIMESTRI

Per i soggetti che hanno iniziato l’attività da meno di 4 trimestri la presentazione della

comunicazione dovrà essere effettuata con periodicità trimestrale, a condizione comunque che il

suddetto limite (€ 50.000) non sia superato nel trimestre in corso e in quelli precedenti.

SUPERAMENTO DEL LIMITE NEL CORSO DI UN TRIMESTRE

I soggetti trimestrali che nel corso di un trimestre superano il suddetto limite (€ 50.000), a

decorrere dal mese successivo a quello di riferimento dovranno provvedere alla presentazione

della comunicazione con periodicità mensile.

Relativamente ai mesi già trascorsi è richiesta la presentazione di una comunicazione

appositamente “contrassegnata”.

PERIODICITÀ MENSILE “PER SCELTA”

I soggetti tenuti alla presentazione con cadenza trimestrale possono scegliere di presentare la

comunicazione con periodicità mensile.

Tale scelta vincola alla presentazione mensile per l’intero anno.

MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE

La comunicazione va presentata all’Agenzia delle Entrate:

– esclusivamente in via telematica;

– entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di riferimento

CONTENUTO DELLA COMUNICAZIONE

Nella comunicazione vanno indicati, come disposto dall’art. 4 del citato Decreto, i seguenti dati:

codice fiscale e partita IVA del soggetto passivo tenuto alla comunicazione

numero di codice fiscale attribuito al soggetto con il quale è intercorsa l’operazione da parte dello Stato

in cui lo stesso è stabilito, residente o domiciliato. In mancanza, va indicato “altro codice identificativo”;

– se il soggetto estero è una persona fisica: ditta, cognome, nome, luogo e data di nascita, domicilio

fiscale nello Stato in cui la stessa è stabilita, residente o domiciliata

– se il soggetto estero non è una persona fisica: denominazione o ragione sociale, sede legale, o, in

mancanza, sede amministrativa nello Stato in cui lo stesso è stabilito, residente o domiciliato

periodo di riferimento della comunicazione

importo complessivo delle operazioni attive e passive effettuate, distinguendo tra operazioni imponibili,

non imponibili, esenti e non soggette a IVA, al netto delle relative note di variazione. Tali informazioni

vanno riportate distintamente per ciascuna controparte con cui le operazioni sono state poste in essere

– per le operazioni imponibili: importo complessivo e relativa IVA. Tali informazioni vanno riportate

distintamente per ciascuna controparte con cui le operazioni sono state poste in essere

– per le note di variazione emesse e ricevute relative a precedenti annualità: importo complessivo e

relativa IVA. Tali informazioni vanno riportate distintamente per ciascuna controparte con cui le

operazioni sono state poste in essere.

Non vanno comunicate le operazioni verso clienti black list che non svolgono attività economiche indipendenti cioè i “privati”.

N.B. Nella comunicazione devono essere incluse le operazioni registrate o soggette a

registrazione nel periodo di riferimento.

DECORRENZA DELL’OBBLIGO DI COMUNICAZIONE

Il 28 febbraio 2011 scade il termine per la presentazione della prima comunicazione delle operazioni intercorse con i paradisi fiscali relativa al 2011 (precisamente, quella relativa al mese di gennaio). Si pone, conseguentemente, la problematica dell’individuazione della periodicità che, se mensile, obbliga a rispettare tale scadenza.

Il primo punto fermo per questa valutazione è rappresentato dalla considerazione per cui la periodicità è stabilita per anno solare. Nonostante il monitoraggio delle operazioni in commento sia partito dal 1° luglio 2010 non sembra, quindi, corretto mantenere in via automatica per il primo semestre 2011 la periodicità assunta per il secondo semestre 2010; appare, al contrario, maggiormente aderente al disposto normativo un nuovo controllo sui requisiti per l’accesso al regime trimestrale a valere su tutto l’anno solare 2011, che può condurre a risultati del tutto diversi da quelli ottenuti per il secondo semestre 2010.

In mancanza di orientamenti sul punto da parte dell’Agenzia, per la valutazione della periodicità 2011 appare di fatto scontato l’obbligo di ricostruire l’ammontare delle operazioni intercorse con i paradisi fiscali nei quattro trimestri solari del 2010.
Di fatto, in base ai criteri contenuti nell’art. 2, comma 1, del DM 30 marzo 2010:
– i soggetti che hanno realizzato, nei quattro trimestri solari del 2010 e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro possono accedere al regime trimestrale (con la conseguente prima scadenza fissata al 30 aprile 2011);
– in caso di superamento della soglia anche solo per una delle categorie di operazioni in un trimestre, è obbligatorio presentare le comunicazioni con cadenza mensile (con prima scadenza alla fine di febbraio).

L’art.31 del Dl 78/2010 introduce con il 01 gennaio 2011, il divieto di  compensare in F24   crediti di imposte erariali (Irpef,Iva,Ires) in presenza di imposte erariali iscritte a ruolo e non pagate per un ammontare complessivo superiore  di euro 1.500,00 (tale limite è da considerare per il totale degli importi a ruolo, anche se le singole cartelle non superano tale importo) per le quali sia scaduto il termine di pagamento (oltre i 60 giorni dalla notifica).

Sono escluse da tale disciplina i tributi locali (es.ICI), i contributi previdenziali ed assistenziali (es. contributi artigiani, commercianti, INPS dipendenti, INAIL), le sanzioni amministrative (per violazioni al Codice della strada) e tutti gli altri debiti che non hanno natura di imposte erariali.

L’utilizzo in compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali è vietato solo fino a concorrenza dell’importo dei debiti iscritti a ruolo, pertanto , qualora i crediti disponibili siano superiori all’ammontare degli importi iscritti a ruolo e non pagati, la compensazione deve ritenersi ammessa per gli importi eccedenti.

In caso di inosservanza del divieto di compensazione si applica la sanzione amministrativa del 50% dell’importo dei debiti iscritti a ruolo fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato.

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