Spesometro 2017

Lo spesometro è l’obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle entrate le operazioni rilevanti IVA, cessioni/ acquisti di beni e le prestazioni di servizi rese/ ricevute).

Per le operazioni riferite al 2016, la comunicazione dovrà essere presentata in via telematica entro il 10 aprile 2017 per i soggetti che liquidano l’Iva mensile e il 20 aprile 2017 per quelli trimestrali.

Lo spesometro riguarda tutti i soggetti passivi IVA (imprese/ lavoratori autonomi) e quindi interessa anche: i soggetti (imprese/ lavoratori autonomi) in contabilità semplificata; gli enti non commerciali, relativamente alle operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali/ agricole ai sensi dell’art. 4, DPR 633/72; i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia, operanti tramite un rappresentante fiscale ovvero identificati direttamente; i curatori fallimentari ed i commissari liquidatori di società fallite o in liquidazione coatta amministrativa; i soggetti che effettuano operazioni esenti ed hanno esercitato l’opzione per la dispensa degli adempimenti IVA ex art. 36-bis, DPR 633/72; i produttori agricoli in regime di esonero ex art. 34, comma 6, DPR 633/72.

Sono invece esonerati dalla compilazione e dall’invio dello spesometro i contribuenti che adottano il regime forfetario; i contribuenti minimi (non è possibile usufruire dell’esonero in caso di decadenza del regime in corso d’anno a seguito del superamento di oltre il 50% del limite dei ricavi/ compensi).

La comunicazione in esame interessa le operazioni per le quali:

  • è stata emessa fattura, indipendentemente dal relativo ammontare;
  • non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, di ammontare pari o superiore a 3600 Euro (lordo IVA);
  • le operazioni per le quali non è stata addebitata l’IVA in fattura in applicazione del reverse charge;
  • le operazioni effettuate nei confronti di Enti pubblici assoggettate allo split payment ex art. 17-ter. DPR 633/ 72, ai sensi del quale i predetti soggetti versano l’IVA agli stessi addebitata direttamente all’Erario.
    Sono escluse dall’obbligo di tale comunicazione le operazioni già monitorate dall’Amministrazione finanziaria. Nello specifico non vanno comunicate le operazioni:
  • che costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria,
  • di importi pari o superiori a 3600 Euro, effettuate nei confronti di privati, non documentate da fattura, il cui pagamento è avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate;
  • finanziarie esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72.

Per quanto riguarda le operazioni “extraUE”, le importazioni e le esportazioni ex art. 8, comma 1. Lett. a) e b), DPR 633/72, sono escluse dall’obbligo in esame, in quanto i relativi dati sono acquisiti dall’Amministrazione finanziaria tramite le bollette doganali. Nello spesometro vanno invece ricomprese le cessioni ex art. 8, comma 1, lett. c) con plafond, ossia le operazioni effettuate nei confronti di esportatori abituali; le triangolari UE ex art. 58, DL 331/93, in quanto trattasi di operazioni di fatto interne assimilate alle esportazioni solo ai fini della non imponibilità IVA; le note di variazione relative ad operazioni con l’estero, sia in caso di compilazione in forma analitica che aggregata.

Sono escluse dallo spesometro anche le operazioni “intraUE” in quanto, sono già acquisite mediante i modelli INTRA.
A decorrere dal 2016 è stata soppressa la comunicazione “black list” perciò, anche le cessioni di beni/ prestazioni di servizi, effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Stati “black list” vanno incluse nello spesometro. Per dette operazioni trova applicazione quanto previsto per le operazioni con l’estero, in particolare nello spesometro 2016 vanno comunque esclusi i dati relativi alle importazioni e esportazioni di beni e vanno inclusi i dati relativi alle prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA.

La comunicazione può essere effettuata utilizzando due modalità alternative: in forma aggregata o analitica. Nella forma aggregata vengono riportati i totali delle operazioni attive e delle operazioni passive effettuate con una stessa controparte, distinte per tipologia, con la sola eccezione delle operazioni di noleggio e leasing.

Per la comunicazione relativa agli acquisti/ cessioni da e verso produttori agricoli esonerati ex. art. 34, comma 6, DPR 633/72, non è consentito utilizzare la forma aggregata.

Le operazioni passive ricevute dai soggetti esteri che non costituiscono né operazioni intraUE né importazioni, rilevanti ai fini IVA in Italia, per i quali l’operatore italiano provvede agli obblighi ex art. 17, comma 2, DPR 633/72, ossia: integrazione della fattura estera (fornitore UE) ed emissione dell’autofattura (fornitore extraUE), vanno indicate nello spesometro.
Esiste un regime sanzionatorio collegato alla natura non dichiarativa della comunicazione in esame. In caso di omessa presentazione ovvero all’invio con dati incompleti/ errati non sono pertanto applicabili le sanzioni previste in caso di omessa/ infedele dichiarazione.
A tali violazioni è applicabile la sanzione da 250 Euro a 2000 Euro di cui all’art. 11, D.Lgs. n. 471/97 per “l’omissione di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria… o invio di tali comunicazioni con dati incompleti o non veritieri”.
In presenza delle condizioni previste dall’art. 13 D.Lgs. n. 472/97, è possibile regolarizzare la violazione.

 

 

 

 

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