Jobs Act – parte 1 – Tipologie contrattuali

Come ormai già più volte espresso la legge vuole che il contratto a TEMPO INDETERMINATO sia considerato la prima tipologia di assunzione. Infatti, come già illustrato con la news pubblicata il 13.01.2015, le legge di stabilità 2015 ha introdotto un esonero contributivo triennale per questo tipo di assunzioni.

Il jobs act ha regolamentato anche altre forme di contratto quali:

  • LAVORO AUTONOMO – COLLABORAZIONI
  • CONTRATTI A TERMINE
  • LAVORO A TEMPO PARZIALE
  • LAVORO A CHIAMATA
  • LAVORO ACCESSORIO/VOUCHER

LAVORO AUTONOMO-COLLABORAZIONI à per poter essere considerato COLLABORAZIONE questo tipo di contratto deve soddisfare tre requisiti: CARATTERE PREVALENTEMENTE PERSONALE (senza un apporto sostanziale di strumenti, mezzi, collaboratori forniti dall’azienda), CONTINUITA’ (lunga durata nel tempo, quindi non per lavori a spot o relativi ad un lavoro preciso con un inizio e una fine), ETERORGANIZZAZIONE (il lavoro non deve essere organizzato da altri).

Ci sono comunque delle eccezioni stabilite dalla legge, cioè:

  • Le collaborazioni su accordi collettivi nazionali stipulati dalle confederazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, per particolari esigenze produttive/organizzative del settore;
  • Le collaborazioni di amministratori, sindaci, revisori e figure affini, per le attività rese in veste di componenti degli organi di amministrazione e di controllo delle società nonché di partecipanti a collegi e commissioni;
  • Le collaborazioni nell’esercizio di professioni intellettuali con iscrizioni in appositi albi professionali;
  • Le prestazioni a fini istituzionali per associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate a federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.

In questo elenco di eccezioni non sono presenti i pensionati, pertanto, se si vorrà instaurare una collaborazione con un titolare di pensione dovrà comunque rispettare i tre requisiti sopra descritti.

CONTRATTI A TERMINE à I contratti a tempo determinato hanno dei limiti di cui tenere conto, il LIMITE QUANTITATIVO (un’azienda non può avere più del 20% dei lavoratori a tempo indeterminati in forza al 1° gennaio di lavoratori a tempo determinato), LA DURATA MASSIMA (un dipendente non può essere assunto per una durata complessiva superiore ai 36 mesi con la stessa azienda per le stesse mansioni); PROROGHE (hanno alzato a 5 proroghe massime).
Gli stagionali non vengono conteggiati nel limite quantitativo ma per poter essere assunti come tali, fino all’anno scorso l’azienda doveva rientrare nell’elenco del DPR n. 1525/1963, oggi invece può anche essere regolata da un contratto collettivo (che può essere anche aziendale).

LAVORO A TEMPO PARZIALE à la prima modifica sul lavoro parziale è che sono state abrogate le tre distinzioni di part time (verticale, orizzontale o misto). Pertanto si considera part time il rapporto di lavoro con orario inferiore a quello normale contrattuale.
Nel contratto si deve obbligatoriamente indicare la durata della prestazione e la distribuzione dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. Se il lavoro però è gestito a turni si può rimandare ai turni programmati di lavoro articolati su fasce orarie prestabilite.
Il datore di lavoro può richiedere al lavoratore part time (il quale dovrà accettare a meno di un motivo valido) delle prestazioni di lavoro supplementare fino ad un limite del 25% della normale prestazione annua da contratto.

LAVORO A CHIAMATA à del lavoro a chiamata è stata aggiunta solamente la possibilità di poter stipulare un contratto collettivo aziendale per poter instaurare rapporti di lavoro intermittente anche con persone comprese nella fascia di età 25-54 anni e che non sono presenti nella tabella delle attività contenute nel Regio Decreto n. 2657/1923.

LAVORO ACCESSORIO/VOUCHER à per l’anno 2015 è aumentato a 7.000,00 euro netti (3.000,00 euro netti per i percettori di sussidi) il limite dei compensi percepibili dal lavoratore da calcolare sull’anno civile. Rimane invariato invece il limite di 2.020,00 euro netti che l’azienda può erogare al lavoratore.
I buoni andranno acquistati solamente con modalità telematiche.
La legge ha aggiunto inoltre il divieto dell’utilizzo del lavoro accessorio in caso di appalto.

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