Tfr in busta paga

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2015, il DPCM n. 29 del 20 febbraio 2015 relativo alla liquidazione in busta paga della quota di TFR maturanda introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 in via sperimentale.

Dato il ritardo nella pubblicazione i datori di lavoro saranno nelle condizioni di poter liquidare mensilmente il TFR dalla busta paga di APRILE 2015.

Preme ricordare che l’erogazione mensile del TFR è una FACOLTA’ per il lavoratore, ma un OBBLIGO per il datore di lavoro nell’ipotesi che il dipendente ne faccia richiesta.

Possono beneficiare di tale opzione tutti i dipendenti del settore privato assunti da almeno 6 mesi.

Rimangono invece esclusi:

  • Lavoratori domestici;
  • Lavoratori nel settore agricolo;
  • Lavoratori dipendenti per i quali la legge ovvero il CCNL, anche mediante contrattazione di secondo livello, prevede la corresponsione periodica del TFR
  • ovvero l’accantonamento del TFR medesimo presso terzi;
  • Lavoratori dipendenti presso datori di lavoro
    1. sottoposti a procedure concorsuali;
    2. che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis della Legge fallimentare;
    3. che abbiano iscritto nel registro delle imprese un piano di risanamento attestato di cui all’art. 67, comma 2, lettera d), della Legge fallimentare;
    4. per i quali, ai sensi della normativa vigente, siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa, limitatamente ai lavoratori dipendenti in forza all’unità produttiva interessata dai predetti interventi;
    5. che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti di cui all’art. 7, della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.

Se, a seguito dell’avio alla liquidazione della Qu.I.R., dovesse verificarsi:

  • una delle condizioni previste dai punti 2-3-4-5 sopra elencate, la liquidazione si interromperebbe a partire dal periodo di paga successivo a quello dell’insorgenza della predetta condizione;
  • la condizione prevista al punto 1 sopra elencata, la liquidazione si interromperebbe a partire dall’avvio della procedura di fallimento (dalla data di iscrizione della sentenza dichiarativa di fallimento nel Registro delle imprese) o dall’avvio della procedura di concordato preventivo (dalla data di iscrizione del decreto di ammissione alla procedura nel Registro delle imprese) o dall’avvio della procedura di liquidazione coatta amministrativa (dalla data della pubblicazione del provvedimento adottato dall’Autorità competente nella GU) o dall’avvio della procedura di amministrazione straordinaria (dalla data dell’iscrizione nel Registro delle imprese della sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza).

Rimane preclusa la possibilità di liquidazione della Qu.I.R. per i dipendenti che abbiamo fornito il TFR a garanzia di un finanziamento che comporta la cessione di un quinto dello stipendio.
Preme evidenziare che possono richiedere la liquidazione del Qu.I.R. anche i dipendenti che conferiscono il TFR a forme pensionistiche complementari. In tale ipotesi la partecipazione del lavoratore dipendente alla forma pensionistica complementare prosegue senza soluzione di continuità con conseguente obbligo di versamento dell’eventuale contribuzione a suo carico e/o a carico del datore di lavoro.

 

MODALITA’ DI RICHIESTA

I lavoratori interessati devono presentare al datore di lavoro l’apposito modello debitamente compilato e sottoscritto (ne trovato copia nella sezione Modulistica – Buste paga del nostro sito).
Non sussiste alcun obbligo in capo al datore di lavoro di consegnare ai propri dipendenti il suddetto modello.
Preme evidenziare che non esiste termine per la presentazione della richiesta se non quello del 30.06.2018 (termine di validità della Legge), pertanto un lavoratore potrà presentare richiesta in qualsiasi momento. Si ricorda inoltre, che l’opzione, una volta esercitata, è irrevocabile fino a predetta data (30.06.2018 ovvero fino alla cessazione del rapporto di lavoro).
Il datore di lavoro che riceve richiesta da parte del lavoratore della liquidazione del Qu.I.R. è obbligato a erogare l’importo a partire dal mese successivo della richiesta (esempio: richiesta in data 25.03.2015 – il TFR maturato in aprile 2015 verrà erogato sul cedolino di aprile 2015).
Se però il datore di lavoro ricorre al finanziamento assistito da garanzia (troverete nella sezione news circolare apposita sull’argomento) previsto dalla Legge di Stabilità, le operazioni di liquidazione partono a decorrere dal terzo mese successivo a quello di efficacia dell’istanza presentata dal lavoratore (esempio: richiesta in data 25.03.2015 – il TFR maturato ad aprile 2015 verrà erogato sul cedolino di luglio 2015).

QUOTA EROGABILE DI TFR

Il datore di lavoro erogherà la quota maturanda di TFR determinata sulla base delle disposizione dell’art. 2120 del Codice Civile, al netto del contributo dello 0,50% Ivs ove dovuto.

TRATTAMENTO FISCALE E PREVIDENZIALE

La Qu.I.R.:

  • è assoggettata a tassazione ordinaria e concorre alla formazione del reddito complessivo per il calcolo delle addizionali e delle detrazioni d’imposta. Non concorre, invece, alla determinazione del reddito complessivo ai fine dell’attribuzione del bonus 80 euro;
  • non costituisce imponibile ai fini previdenziali.

La Qu.I.R. inoltre non è rilevante ai fini della tassazione separata del TFR. Ciò significa che per il periodo di corresponsione della Qu.I.R. (n. mesi) e il relativo importo corrisposto non rilevano ai fini della determinazione del reddito di riferimento per il calcolo dell’aliquota media di tassazione del TFR né della quantificazione dell’imponibile fiscale TFR.

 

 

 

 

 

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