Jobs Act – Modifiche al lavoro a termine

L’art. 1, Decreto Legge 20/03/2014 n. 34, convertito in Legge 16/05/2014, n. 78, ha introdotto una disciplina di semplificazione per il contratto di lavoro a tempo determinato.

Importante novità è la previsione di limiti quantitativi.

Il numero complessivo di contratti a tempo determinato stipulati da ciascun datore di lavoro non può superare la soglia del 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione.

BASE DI CALCOLO – BASE OCCUPAZIONALE

Sono ricompresi:

  • Lavoratori a tempo indeterminato a tempo pieno e part time;
  • I rarissimi casi di lavoratori a chiamata a tempo indeterminato con indennità di disponibilità;
  • I dirigenti a tempo indeterminato;
  • Gli apprendisti.

Non sono ricompresi:

  • I lavoratori autonomi;
  • I lavoratori con voucher;
  • I parasubordinati;
  • Gli associati in partecipazione;
  • I lavoratori a chiamata a tempo indeterminato senza indennità di disponibilità;
  • Gli apprendisti assunti a tempo determinato.

Sul calcolo dei contratti a termine stipulati, non influisce l’eventuale diminuzione nel corso dell’anno dell’organico a tempo indeterminato. La base di computo resta comunque quella esistente alla data del 1° gennaio, indipendentemente da sue eventuali riduzioni intervenute in corso d’anno.

ESENZIONI DAI LIMITI QUANTITATIVI

Si possono stipulare contratti di lavoro a tempo determinato senza sottostare alle limitazioni quantitative nei seguenti casi:

  • Avvio di nuove attività per i periodi che saranno definiti dai contratti collettivi nazionali di lavoro anche in misura non uniforme con riferimento ad aree geografiche e/o comparti merceologici;
  • Assunzioni a carattere sostitutivo o di stagionalità;
  • Specifici spettacoli o specifici programmi radiofonici o televisivi;
  • Assunzione di lavoratori di età superiore ai 55 anni (art. 10, comma 7, D.Lgs. n. 368/2001).

I limiti quantitativi non trovano inoltre applicazione nei confronti dei datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, per i quali è comunque ammessa la stipula di un contratto di lavoro a termine.

Rimane salva la possibilità di derogare a tale limite quantitativo da parte della contrattazione collettiva.

 

 

 

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