Il lavoro intermittente – Le novità della riforma Fornero a partire adl

Con la riforma del lavoro Fornero approvata il 28 giugno 2012 sono state apportate delle modifiche al contratto di lavoro intermittente (o a chiamata) che pongono dei limiti sia nelle nuove assunzioni che ai contratti già stipulati in precedenza; di seguito riportiamo i principali cambiamenti:

  • La procedura di utilizzo del lavoratore: ogni volta che un datore di lavoro necessita di prestazioni di lavoro intermittente ha l’obbligo di inviare una comunicazione preventiva alla direzione territoriale del lavoro competente che può essere eseguita via fax, tramite posta elettronica oppure via sms; la legge prevede che la comunicazione può essere unica nel caso in cui il lavoratore debba svolgere un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore ai trenta giorni; il mancato adempimento prevede una sanzione amministrativa da € 400,00 a € 2.400,00 per ciascun lavoratore;
  • I casi in cui si può utilizzare il contratto: la nuova disciplina limita l’utilizzabilità del lavoro intermittente ai soli casi previsti dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali; viene abolita la possibilità di usare il contratto durante i periodi festivi o i week end (possibilità che potrebbe essere ripristinata dai contratti collettivi); l’unico caso in cui si potrà utilizzare il contratto anche in assenza di accordi collettivi è quello in cui siano utilizzate persone disoccupate con meno di 25 anni di età o con più di 55;
  • I divieti: l’utilizzo di questa forma di contratto è vietato per la sostituzione di lavoratori in sciopero oppure presso unità produttive in cui si sia proceduto, nei sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi o sia operante una sospensione dei rapporti o a una riduzione di orario con diritto all’integrazione salariale ed infine da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi della normativa vigente in materia di igiene e sicurezza del lavoro.

I CONTRATTI DI LAVORO GIA’ SOTTOSCRITTI ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA NORMATIVA CESSERANNO DI AVERE EFFICACIA ENTRO DODICI MESI DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE SE NON COMPATIBILI CON LA RIFORMA.

 

 

 

 

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