Cedolare secca su i redditi di locazione

A decorrere dal 2011 è stata introdotta la “cedolare secca” applicabile ai redditi di locazione immobiliare sugli immobili abitativi.

 

SOGGETTI

INTERESSATI

Persone fisiche in possesso di redditi immobiliari.

Non sono interessate alla disciplina in esame le locazioni immobiliari (ad

uso abitativo) effettuate nell’esercizio d’impresa / arti e professioni o da enti non commerciali.

OPZIONE L’applicazione della “cedolare secca” richiede una specifica opzione da

parte del soggetto interessato.

Uno specifico Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate

stabilirà le modalità di esercizio dell’opzione.

È richiesta, altresì, una comunicazione preventiva all’inquilino, con lettera raccomandata, a pena di inefficacia dell’opzione stessa.

TIPOLOGIA

REDDITO

Reddito fondiario da locazione di immobili ad uso abitativo

e relative pertinenze locate congiuntamente.

La “cedolare secca” è applicabile anche ai contratti non soggetti a

registrazione obbligatoria (contratti di locazione di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno).

BASE IMPONIBILE Canone di locazione (100%) stabilito dalle parti.

Il reddito derivante dalle locazioni di immobili ad uso abitativo non può,

comunque, essere inferiore alla rendita catastale determinata ai sensi

dell’art. 37, comma 1, TUIR.

MISURA DELLA

CEDOLARE

21%

19%, in relazione ai contratti c.d. “concordati” ex artt. 2, comma 3 e 8, Legge n. 431/98.

IMPOSTE

“SOSTITUITE”

IRPEF

addizionali IRPEF (regionale e comunale)

imposta di registro (anche nella risoluzione e proroga del contratto)

imposta di bollo (anche nella risoluzione e proroga del contratto)

Permane l’obbligo di registrazione del contratto, che assorbe

anche la comunicazione alla P.S..

AGGIORNAMENTO

CANONE DI

LOCAZIONE

In caso di esercizio dell’opzione, per la durata della stessa, è

sospesa, in via inderogabile, la possibilità di chiedere

l’aggiornamento del canone di locazione.

TERMINE DI

VERSAMENTO

Entro il termine di versamento dell’IRPEF.

L’opzione non ha effetto se di essa il locatore non ha dato preventiva comunicazione al conduttore con lettera raccomandata, con la quale rinuncia ad esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo. Le disposizioni di cui al presente comma sono inderogabili”.

In linea di massima per un reddito complessivo modesto (fino a € 15.000) il contribuente non ha convenienza ad esercitare l’opzione per la “cedolare secca”. Per un reddito complessivo (fino a € 28.000) si riscontra un livello di “indifferenza”, essendo la tassazione ordinaria quasi uguale a quella derivante dall’applicazione della “cedolare secca”.

In presenza di un reddito complessivo superiore il beneficio della “cedolare secca” è più “sensibile”.

È importante sottolineare che la “cedolare secca” va applicata sul 100% del canone di locazione stabilito dalle parti, mentre nella tassazione ordinaria è prevista la riduzione forfetaria della base imponibile del 15% (più l’ulteriore riduzione del 30% per i contratti “concordati”).

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